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19/07/09

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Video: Oliviero Diliberto all'assemblea della Federazione della Sinistra

L'intervento del Segretario del PdCI, Oliviero Diliberto, all'assemblea della nascente Federazione della Sinistra Alternativa


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13/07/09

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Creare una "federazione unitaria" della sinistra comunista e dei movimenti

Ferrero, Diliberto, Salvi ed Agnoletto vogliono creare una "federazione unitaria" della sinistra comunista e dei movimenti. L'appuntamento è per sabato prossimo a Roma. "Cari compagni e compagne - si legge nel documento - la crisi sta mostrando una volta di più il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste. Parimenti mostra il fallimento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa e del centrosinistra in Italia.
Nella debolezza dell'opposizione e della sinistra, la crisi sociale si impasta con la crisi della politica, producendo guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, quando non in consenso alle destre razziste. Abbiamo quindi dinnanzi un compito tanto grande quanto necessario, quello di costruire una efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre e rendere credibile una uscita da sinistra dalla crisi, lungo una strada contrapposta alle ricette della destra e alternativa al liberismo temperato proposto dal centrosinistra.
A tal fine è assolutamente necessario costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che abbia massa critica e programmi tali da risultare credibile per tutti coloro che stanno subendo e pagando la crisi e che si ponga l'obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.
Riteniamo che gli elementi fondanti di questo processo di aggregazione siano principalmente quattro: in primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale. Occorre rimettere al centro la lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi decenni ha assunto caratteristiche barbariche e completamente inaccettabili: dalla disoccupazione strutturale nel mezzogiorno alla precarizzazione del lavoro alla sistematica compressione salariale il lavoro è tornato ad essere pura merce, variabile dipendente di un sistema che ha glorificato il profitto.
Vogliamo ripartire dal lavoro nella piena consapevolezza che la lotta contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo o si connette strettamente alla lotta dello sfruttamento dell'uomo sulla donna, dell'uomo sulla natura oppure è incapace di proporre una uscita dallo stato di cose presente. Per questo per noi la lotta per la liberazione del lavoro si deve connettere alla lotta contro la distruzione dell'ambiente, per i beni pubblici a partire dall'acqua e lo sviluppo di un consumo critico, alla lotta contro il sessismo e il patriarcato, per l'autodeterminazione degli individui e delle comunità.
Questa critica radicale agli assetti capitalistici implica una battaglia rigorosa per mantenere scuola, istruzione, conoscenza, ricerca e in generale i saperi al riparo dalla privatizzazione e dalla mercificazione: la lotta per la scuola pubblica è dunque prioritaria".
"In secondo luogo - prosegue il documento - una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l'espulsione del tema dell'alternativa dalla politica. La battaglia contro il bipolarismo, che tende a produrre l'impermeabilità delle istituzioni nei confronti del conflitto, una alternanza tra simili e che nel concreto del caso italiano è il contesto in cui è nato e cresciuto il berlusconismo, è per noi un punto centrale. La costruzione di un movimento di massa per una uscita da sinistra dalla crisi ha quindi nella battaglia per il proporzionale, contro ogni tendenza autoritaria, contro le mafie e i loro intrecci con la politica, il suo corrispettivo sul piano istituzionale.
In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti.
In questi anni larga parte di chi si è battuto a sinistra lo ha fatto al di fuori dei partiti e la possibilità di costruire una sinistra di alternativa degna di questo nome è possibile solo dentro una rinnovata critica della politica che veda una interlocuzione paritaria tra tutti i soggetti coinvolti. In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista.
Nella lotta per la giustizia e la libertà delle generazioni che ci hanno preceduto, combattuta sotto le insegne delle bandiere rosse, della falce e del martello, noi riconosciamo la nostra storia e questa storia deve proseguire a partire da una rifondazione delle pratiche, delle teorie, delle forme organizzative.
La proposta che avanziamo trova la sua collocazione politica naturale nel contesto di tutte le forze della sinistra europea che si collocano a sinistra delle socialdemocrazie e che hanno ottenuto significativi consensi nelle ultime elezioni europee, come in Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Olanda e nei paesi nordici.
In Italia la costruzione di un polo della sinistra di alternativa si rivela difficile sia per le divisioni a sinistra, e per il rischio che esse si vengano ora cristallizzando, sia per la volontà delle forze politiche rappresentate in parlamento di imporre un sistema bipolare chiuso, attraverso meccanismi istituzionali (clausole di sbarramento a tutti i livelli, discriminazione dell'accesso al servizio televisivo e al finanziamento pubblico), che aggravano ulteriormente gli effetti di leggi elettorali che contrastano con il principio del pluralismo rappresentativo e con la garanzia del pari diritto dei cittadini alla partecipazione politica.
Alla costruzione di un sistema bloccato, che assume i caratteri di un nuovo regime, Pd e IdV hanno mostrato di voler concorrere non meno dei partiti di centrodestra.
È necessario dunque un vero e proprio salto di qualità dell'iniziativa politica, ideale e sociale della sinistra di alternativa. Proponiamo pertanto di dar vita a una Federazione unitaria che comprenda - oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista - tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l'urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.
Riteniamo indispensabile che la Federazione che proponiamo introduca profonde innovazioni nel modo di fare politica, a partire dai rapporti tra incarichi politici e incarichi istituzionali, per ricostruire una nuova etica pubblica, per consentire l'effettiva partecipazione di tutti gli aderenti alle decisioni e per ridare centralità alla pratica sociale. Vogliamo discutere nel modo più diffuso e aperto della nostra proposta.


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04/07/09

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I partiti comunisti sono tre, ne nasce un altro per iniziativa di Marco Rizzo

Tratto da Italia Informazioni
La nascita di un nuovo partito a sinistra non fa più notizia. E’ la legge dell’informazione, quando gli eventi si ripetono finiscono con il non interessare nessuno, a meno che non si tratta di crimini seriali, in questo caso la curiosità è morbosa. Nel caso presente, in verità, si tratta di fatto di una tenace ed irredimibile vocazione al suicidio, che è pur sempre un crimine perpetrato contro se stessi. La notizia è che Marco Rizzo ha fondato un nuovo partito che si chiama Comunisti-Sinistra popolare. E’ il terzo, se non andiamo errati, che si richiama al comunismo. Marco Rizzo esce dal Pdci perché è stato espulso dal suo segretario, Oliviero Di Liberto, quello che voleva portare in Italia la salma di Lenin curata con scarsa attenzione dai russi. Di Liberto ha chiesto ed ottenuto la testa di Rizzo perché lo ha accusato di avere dato una mano all’Italia dei Valori alle ultime elezioni, invece che lavorare per il suo partito. Scambio di accuse e qualche insulto, che potrebbe finire in tribunale perché Rizzo avrebbe sospettato Di Liberto di amicizie massoniche o qualcosa di simile. Ma il punto essenziale resta la nascita di un nuovo partito comunista in Italia. Ce n’era davvero bisogno? Le scissioni e la nascita di partiti nuovi hanno segnato la storia della sinistra italiana devastandone l’immagine ed i consensi. L’irriducibilità di alcune posizioni radicali hanno reso la navigazione del governo Prodi proibitiva. I cespugli ed i gruppuscoli di irriducibili hanno reso un pessimo servizio alla sinistra italiana. Cupio dissolvi, stando alle conseguenze della conflittualità permanente. Da ultimo alle europee la presentazione di più liste ha impedito che la sinistra antagonista mandasse eurodeputati a Strasburgo. Conti alla mano, avrebbe potuto avere una rappresentanza, raggiungendo circa il 6 per cento di suffragi e superando così la soglia di sbarramento. Marco Rizzo ha spiegato che il suo nuovo partito vuole diventare una sorta di lobby morale su comportamenti e sulle azioni di lotta per riconquistare la fiducia della gente. Che cosa significhi questo non ve lo sappiamo dire. Di certo va in controtendenza rispetto ai proclami successi alle europee, dove il clamoroso errore di dividersi, aveva fatto prendere coscienza della necessità di unire le forze e rinnovare il progetto politico. A quanto pare non è più così, il day after è durato lo spazio di un mattino e sono prevalse le difficoltà di sempre di trovare una piattaforma comune. Mentre i partiti di sinistra si moltiplicano, riesce sempre più difficile, se non impossibile, illustrare le peculiarità di ognuno dei partiti e individuarne le peculiarità. La rappresentanza di idee e bisogni tipici della sinistra naufraga in un oceano di incomprensioni e di parole d’ordine lontanissime dalla realtà.

editing Dario La Rosa

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27/06/09

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Diliberto: "Vietato dividersi"

Dichiarazione di Oliviero Diliberto sul futuro della sinistra.


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26/06/09

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Lettera aperta a Oliviero Diliberto

Si da notizia della lettera inviata dai segretari provinciali del Pdci di Messina e Palermo al segretario nazionale Oliviero Diliberto e al segretario regionale Salvatore Petrucci.



“Le recenti vicende che investono il Partito dei Comunisti Italiani,relative alla contrapposizione tra il segretario Diliberto e il comp. Marco Rizzo, lasciano sbigottiti gli iscritti e i militanti del Pdci.


I sottoscritti firmatari, assieme a numerosi altri compagni, dell’accorata richiesta di discussione in ordine ai risultati della competizione elettorale del 6 e 7 giugno 2009, ricordano che la stessa non ha fin qui ricevuto alcun riscontro, registrando solo le dimissioni del segretarionazionale, inoltrate ad un organismo operativo e dunque privo di ogni titolo per accoglierle o respingerle e,successivamente, ritirate nell’ambito della direzione nazionale.

Ferma restando la linea politica approvata dal congresso e dagli organi
statutari, riteniamo che tali passaggi non abbiano consentito una adeguata discussione in merito e, nel contempo si registrano gravi affermazioni che contrappongono il segretario ad altri autorevoli esponenti del partito. Una così delicata vicenda viene definita dal comitato di garanzia con una rapidità che lascia sgomenti tutti i militanti comunisti in una fase in cui si sta avviando
il processo unitario degli stessi.


Si ribadisce pertanto l’urgente richiesta di discussione per fare un’attenta analisi del voto, valutare l’opportunità delle dimissioni del segretario nazionale e, inoltre, chiarire quelle vicende nella sede politica corretta al fine di impegnare tutto il corpo del partito.



Antonio Bertuccelli, segretario provinciale Pdci Messina e componente la
segretaria regionale

Alessandro D’Alessandro, segretario provinciale Pdci Palermo e componente la segretaria regionale”
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04/06/09

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Oliviero Diliberto: "Lavori e Saperi"

Oliviero Diliberto lancia l'ultimo messaggio in chiusura della campagna elettorale per le europee 2009.


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