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04/07/09

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I partiti comunisti sono tre, ne nasce un altro per iniziativa di Marco Rizzo

Tratto da Italia Informazioni
La nascita di un nuovo partito a sinistra non fa più notizia. E’ la legge dell’informazione, quando gli eventi si ripetono finiscono con il non interessare nessuno, a meno che non si tratta di crimini seriali, in questo caso la curiosità è morbosa. Nel caso presente, in verità, si tratta di fatto di una tenace ed irredimibile vocazione al suicidio, che è pur sempre un crimine perpetrato contro se stessi. La notizia è che Marco Rizzo ha fondato un nuovo partito che si chiama Comunisti-Sinistra popolare. E’ il terzo, se non andiamo errati, che si richiama al comunismo. Marco Rizzo esce dal Pdci perché è stato espulso dal suo segretario, Oliviero Di Liberto, quello che voleva portare in Italia la salma di Lenin curata con scarsa attenzione dai russi. Di Liberto ha chiesto ed ottenuto la testa di Rizzo perché lo ha accusato di avere dato una mano all’Italia dei Valori alle ultime elezioni, invece che lavorare per il suo partito. Scambio di accuse e qualche insulto, che potrebbe finire in tribunale perché Rizzo avrebbe sospettato Di Liberto di amicizie massoniche o qualcosa di simile. Ma il punto essenziale resta la nascita di un nuovo partito comunista in Italia. Ce n’era davvero bisogno? Le scissioni e la nascita di partiti nuovi hanno segnato la storia della sinistra italiana devastandone l’immagine ed i consensi. L’irriducibilità di alcune posizioni radicali hanno reso la navigazione del governo Prodi proibitiva. I cespugli ed i gruppuscoli di irriducibili hanno reso un pessimo servizio alla sinistra italiana. Cupio dissolvi, stando alle conseguenze della conflittualità permanente. Da ultimo alle europee la presentazione di più liste ha impedito che la sinistra antagonista mandasse eurodeputati a Strasburgo. Conti alla mano, avrebbe potuto avere una rappresentanza, raggiungendo circa il 6 per cento di suffragi e superando così la soglia di sbarramento. Marco Rizzo ha spiegato che il suo nuovo partito vuole diventare una sorta di lobby morale su comportamenti e sulle azioni di lotta per riconquistare la fiducia della gente. Che cosa significhi questo non ve lo sappiamo dire. Di certo va in controtendenza rispetto ai proclami successi alle europee, dove il clamoroso errore di dividersi, aveva fatto prendere coscienza della necessità di unire le forze e rinnovare il progetto politico. A quanto pare non è più così, il day after è durato lo spazio di un mattino e sono prevalse le difficoltà di sempre di trovare una piattaforma comune. Mentre i partiti di sinistra si moltiplicano, riesce sempre più difficile, se non impossibile, illustrare le peculiarità di ognuno dei partiti e individuarne le peculiarità. La rappresentanza di idee e bisogni tipici della sinistra naufraga in un oceano di incomprensioni e di parole d’ordine lontanissime dalla realtà.

editing Dario La Rosa

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23/06/09

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Espulsione di Marco Rizzo dal PdCI

La decisione è stata messa a verbale ieri dalla commissione di Garanzia del partito. L'accusa è quella di aver tenuto «comportamenti ostili» al Pdci durante l'ultima campagna ufficiale. Tradotto: di aver aiutato l'Italia dei Valori, e questo nonostante fosse anche candidato nelle liste dei Comunisti italiani.

Rizzo, infatti, avrebbe dato il suo aiuto a Torino a Gianni Vattimo in corsa per Strasburgo, nelle liste del partito di Di Pietro. Una versione assai diversa da quella fornita dall'espulso: «Diliberto mi ha cacciato - ha spiegato - perché ho osato chiedere conto di incontri con massoni ex P2». Incontri che però, è la controreplica, erano occasioni pubbliche, nelle quali erano presenti i personaggi più disparati. Alla fine comunque tutto finirà in tribunale: il segretario del Pdci ha infatti intenzione di querelare l'ex compagno di partito. A far scattare la convocazione davanti la commissione di Garanzia, secondo la versione ufficiale, è stata una denuncia della Federazione di Torino per «comportamenti ostili». In pratica, è la tesi dell'accusa, Rizzo avrebbe usato l'indirizzario e gli strumenti del partito per fare una campagna elettorale parallela per l'Idv.
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