Per resistere alla Censura Mediatica

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24/07/09

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Le frottole di Berlusconi al G8

Dopo il G8 tutte le dichiarazioni dei politici italiani (opposizione compresa) si tenevano sulla falsa riga del "tutto ben riuscito" e "complimenti per l'organizzazione". In questa intervista a Iacopo Viciani di Actionaid ecco svelate le frottole raccontate da Berlusconi.


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19/07/09

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Carlo Giuliani, 20 luglio 2001-2009: il video che smaschera l'infamità della polizia

Sono passati otto anni da quel terribile 20 luglio 2001. Per chi era a Genova nei giorni del G8 è impossibile dimenticare quei giorni. Giorni macchiati da un atto per il quale ancora dopo tutto questo tempo, non riesco a trovare le parole adatte per descriverlo. Carlo Guliani è stato ucciso otto anni fa. L'immagine del suo corpo disteso sulla strada è impressa nelle nostre menti. Oggi vogliamo ricordare Carlo senza troppa retorica. Proponiamo però questo video dove viene dimostrata l'infamia dei poliziotti e vengono svelati particolari non noti a tutti visto la censura che è calata sulla morte di Carlo.

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08/07/09

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G8, Video: Manifestazione contro il G8 in Abruzzo

La grande manifestazione a Roma contro l'imminente G8 in Abruzzo.




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G8, Ferrero: "Arresti ad orologeria. Inaccettabile"

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se
Gli arresti di stanotte, che seguono le limitazioni del diritto a manifestare attuate in varie occasioni dal governo ed un clima di intimidazione in occasione delle manifestazioni, segnalano in modo pieno la strategia del governo: cerca di trasformare il confronto politico e sociale in un problema di ordine pubblico e in questo modo di circoscrivere e ridurre al minimo le espressioni del dissenso. Il tutto mentre i provvedimenti del governo - a partire dal pacchetto sicurezza - violano palesemente la Costituzione e legittimano il formarsi di squadracce in ogni città.


E’ del tutto evidente che gli arresti di stanotte sono arresti ad orologeria, tesi a criminalizzare il movimento contro il G8: si tratta di una operazione politica inaccettabile che denunciamo con forza.
Per parte nostra siamo impegnati alla costruzione di un movimento di massa contro le politiche del governo e di Confindustria, a partire dalle iniziative contro il G8. Riteniamo infatti che solo la costruzione di un largo movimento di massa, non violento nei modi quanto radicale nei contenuti, possa sconfiggere il tentativo reazionario del governo e aprire la strada ad una uscita da sinistra e democratica dalla crisi attuale.

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Ufficio stampa Prc-SE

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06/07/09

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Arresti G8 in tutta Italia: Liberi Subito!

IL PRC CHIEDE L'IMMEDIATO RILASCIO DEGLI ATTIVISTI ARRESTATI
Questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta partita dalla procura di Torino, a seguito della protesta studentesca contro il G8, sono state attuate numerose perquisizioni ed arresti in tutta Italia contro attivisti del movimento dell’onda.
Al momento le notizie parlano di attivisti arrestati a Padova, Bologna, Torino, Napoli, e L'Aquila.
Ma i contorni dell’operazione sono ancora confusi.
Quello che appare chiaro, invece, è il meccanismo repressivo che mira a colpire il movimento di contestazione al G8 e le mobilitazioni studentesche degli ultimi mesi: studenti, precari, giovani che in questi mesi hanno dimostrato, con i fatti e con le analisi, la vitalità di una generazione che molti, evidentemente, vorrebbero schiacciata dalla crisi.
L’operazione odierna svela le carte in tavola: punisce chi ha saputo generalizzare lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo”, punisce chi non si è arreso ad un destino di precarietà, punisce chi, alle lamentele, ha preferito la pratica dell’autoriforma, punisce chi si oppone ad un governo razzista e xenofobo.
Chiediamo l’immediato rilascio degli attivisti arrestati, denunciamo la volontà del Ministro degli Interni di voler alzare “la tensione” alla vigilia del vertice del G8, ribadiamo il diritto a manifestare il dissenso.

Roma 6 luglio 2009

Eleonora Forenza – segreteria nazionale PRC
Italo Di Sabato – resp. Osservatorio sulla Repressione del PRC

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05/07/09

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Vicenza - Video: La carica della polizia sul corteo

Ieri a Vicenza più di 10.000 persone hanno manifestato contro il dal Molin. Una manifestazione assolutamente pacifica tranne che per l'episodio di cui riportiamo il video. La polizia carica il corteo dei disobbedienti durante la manifestazione. Nonostante la polizia dovesse rimanere nel perimetro della loro area e non dopo un km di corteo. Queste sono immagini che si ripetono nella nostra memoria. In passato anche più tragiche. In un paese democratico "certe cose" non dovrebbero accadere e questo la dice lunga sullo stato di diritto del nostro paese. Le immagini sono chiarissime: qualcuno provi a dire chi è che mena con i manganelli e chi invece ha solo degli scudi!




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04/07/09

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No dal Molin: a Vicenza con la testa e col cuore

Dunque, ci siamo. Tra poche ore sarà il 4 luglio; sta arrivando, questa giornata, nell’assordante silenzio della politica che, evidentemente, guarda a Vicenza come a un luogo lontano; fuori dal mondo: mentre da tutta Italia giungono adesioni, coloro che dovrebbero ascoltare le storie di questo Paese si tappano le orecchie. Difficile, del resto, ascoltare una comunità che non accetta l’imposizione, che sfida chi vuol governare con l’arroganza, che vuol prendere in mano il futuro della propria terra.

E, forse, la questione centrale è proprio questa: che in un tempo di crisi che non è soltanto economica, ma prima di tutto sociale e politica, ci sono migliaia di donne e uomini che abbandonano il divano, spengono il televisore e si ritrovano sotto un tendone, il Presidio Permanente. Cittadini scomodi per chi – da destra a sinistra - vorrebbe gestire la politica come un reality show e si ritrova di fronte coloro che non vogliono stare a guardare. Perché, in fondo, quel che a chi governa non piace è che vogliamo partecipare, rifiutandoci di accettare il loro diktat.

Ed è, partecipare, quel che faremo sabato prossimo. Torneremo in strada per metterci la faccia, per rispondere a chi ci chiede di arrenderci di fronte all’imposizione; perché, dicono, il timbro governativo mette tutto a posto: come se una firma sul faldone “Dal Molin” potesse far scomparire l’assenza di democrazia, di trasparenza, di informazione che ha caratterizzato questa vicenda. Come se quel timbro potesse giustificare e legittimare i danni ambientali che provocherebbe la realizzazione dellabase di guerra.

Non è e non sarà così; l’abbiamo detto il 17 febbraio 2007: resisteremo un minuto in più. Saremo dei polentoni, per chi ci guarda da Palazzo Chigi, ma siamo anche dei gran testardi; e sabato prossimo vogliamo far vedere quanto siamo determinati: loro che usano ogni strumento per imporci l’installazione militare, noi che, forti del nostro essere comunità, useremo ancora una volta la nostra creatività.

Pentole e cartelli, bandiere e t shirt: sarà un corteo colorato, ma soprattutto sarà un corteo determinato. Chi voleva sradicare alla radice il dissenso locale se ne faccia una ragione: la comunità dei pazzi NoDalMolin torna in piazza; lo fa per continuare a sognare.

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